Tutti a tavola! Viaggio tra i sapori del Lago di Garda

Il Lago di Garda non offre solo bellezze naturali e storico-artistiche, ma vere e proprie eccellenze enogastronomiche e vitivinicole. La cucina di queste zona è particolarmente gustosa e si completa alla perfezione se abbinata agli ottimi vini DOC del territorio.

Qui il re della tavola è il pesce: tra i più noti il coregone, delizioso se preparato sulla griglia con un goccio d’olio extravergine del Garda. Servito caldo con olio crudo, completa l’opera una salsina composta da capperi, prezzemolo e aglio. In molte paesi del lago viene servito con una salsa di alborelle che si può ottenere soffriggendo nell’olio uno spicchio d’aglio e le alborelle in salamoia.

Altri pesci da lago assolutamente da provare sono il carpione, re dei pesci del Garda che vive solo in questo lago e che viene cucinato nelle trattorie secondo la tradizionale ricetta che lo vuole accompagnato da piselli e salsa di pomodoro; poi troviamo il persico e le alborelle cucinate con le cipolle.

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Se ci si dirige verso l’entroterra si potranno gustare insaccati nostrani di prima scelta. Uno tra i prodotti tipici più significativi è il “Salame Morenico di Pozzolengo”, a cui recentemente è stata attribuita la De.C.O. (Denominazione Comunale di Origine), classico prodotto tipico che “nasce dalla natura e cresce con l’uomo”. Il piacere di una serata trascorsa davanti a un tagliere zeppo di salumi e formaggi è difficile da descrivere, soprattutto se vi trovate in Valtenesi. I formaggi a pasta molle, grassi e magri, da latte ovino o bovino delle Colline Moreniche del Garda stupiranno i vostri palati. Sono prodotti per lo più artigianali, che nascono da allevamenti locali dove sono ancora forti le tradizioni e le lavorazioni del passato.

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Ad impreziosire la gastronomia gardesana è il tartufo: quello bianco, pregiato, dall’aroma intenso e gradevole e quello nero dal profumo deciso e di ottima digeribilità che si coltiva in molti borghi della Valtenesi. La tartuficoltura rappresenta per questi luoghi innanzitutto la tutela del patrimonio biologico del territorio: la cura e la selezione del ceppo per la micorrizazione di altre piante, infatti, ha salvato la specie autoctona dall’estinzione.