Sirmione, che storia! Una giornata alle Grotte di Catullo

Di fronte alle ricchezze storico-artistiche di questa cittadina affacciata sul Lago di Garda non si può che rimanere a bocca aperta, rapiti dalla magia di questo luogo sospeso nel tempo. Le parole di Gustav Friedrich descrivono benissimo questa atmosfera: “Quando andai per la prima volta a Sirmione pensai: per quanto tu la guardi, per quanto tu ti lasci trasportare dall’impressione che ne hai non potrai mai portar via con te quel senso di magico che le appartiene.”

In questo luogo unico ed incantato, per un attimo tutto si ferma e si respira aria di passato. Attraversato il borgo, all’estremità finale della penisola che ospita la Perla del Lago, si conservano i resti di una delle maggiori ville romane del Nord Italia. Collocata in una posizione eccezionale, sulla punta della penisola di Sirmione, domina dall’alto dello sperone roccioso l’intero bacino del Lago di Garda.

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A partire dal Rinascimento i resti della villa sono stati chiamati “Grotte di Catullo” a indicare i vani crollati, coperti dalla vegetazione, entro i quali si poteva entrare come in cavità naturali.

Il riferimento a Catullo deriva dai versi del poeta latino di origini veronesi che visse qui nel I sec a.C. e definì nelle sue poesie Sirmione come gioiello tra tutte le isole e penisole dei mari e dei laghi. Nel corso della storia la villa fu inserita nel sistema di fortificazioni realizzato (dai Goti prima, dai Longobardi poi) sulla penisola di Sirmione ed era nota come “fortezza del lago Benaco”. Fu utilizzata anche nei secoli successivi: ancora nel X, alla calata in Italia dell’imperatore sassone Ottone I, uno dei figli di Berengario re degli italici si rifugiò proprio qui.

All’interno dell’area archeologica, dal 1999 è aperto il Museo archeologico di Sirmione, che espone reperti provenienti da Sirmione e da alcuni siti del basso Garda.

Tutto il parco archeologo è immerso nel verde ed è circondato da un bellissimo uliveto con piante molto antiche. L’uliveto è composto da 1500 piante appartenenti alle varietà tradizionali coltivate sul Lago di Garda (Casaliva, Gargnà, Leccino), fra cui sono compresi alcuni esemplari secolari.