Soiano del Lago: un diamante tra i colli

Era solita passeggiare tra le vie del centro di Soiano del Lago per godersi il panorama in cerca di ispirazione per scrivere i suoi versi. Si chiamava Diamante Medaglia Faini ed era una poetessa, nata nel 1724 e diventata moglie, 24 anni dopo, di Pietro Faini, un giovane nobiluomo di Soiano. Ci parla di questa affascinante figura legata al territorio di Soiano del Lago, Paolo Bertini, soianese, presidente della Tourist Coop Valtenesi che da più di 30 anni si occupa della promozione turistica di questo territorio.

Non era una donna qualunque, Diamante: fin da bambina infatti aveva mostrato una particolare sensibilità nei confronti delle belle lettere e riuscì a conquistarsi il suo posto nel mondo attraverso lo studio e la cultura. È senza dubbio una figura estremamente emblematica per i tempi in cui è vissuta: donna libera, di acuta intelligenza, appassionata di filosofia che studiò presso l’arciprete di Volciano e di scienze matematiche apprese sotto la guida del conte Giambattista Suardi di Brescia.

La poesia era la passione più amata: scriveva versi di argomento amoroso, sonetti e madrigali. Molte sono le poesie dedicate a personaggi illustri e le opere in onore alla Vergine e ai santi. Tutti i suoi scritti sono stati pubblicati in un’edizione prestigiosa da Bartolomeo Righetti a Salò nel 1774.

Soiano-Castello

La donna passava molto tempa a Soiano del Lago perché soffriva di una salute cagionevole e la villa di famiglia, nel cuore della Valtenesi, era il luogo ideale per ritemprare le sue deboli forze.

Il fascino di Soiano non ha mai lasciato indifferenti quindi, passeggiare tra le vie del centro ci porta in atmosfere d’altri tempi, regalando quiete e scorci di rara bellezza. Il borgo si sviluppa attorno all’antica rocca difensiva che vale una visita e che durante l’estate è sede di eventi e manifestazioni di vario tipo.

Uscendo dal borgo, in frazione Chizzoline, sono da vedere la chiesa seicentesca dedicata a San Carlo e costruita nel 1610 in onore di San Carlo Borromeo che avrebbe sostato in questi luoghi e la cappella di Santa Elisabetta al Cascinale Monastero che custodisce degli antichi e preziosi affreschi.