Viaggio nell’entroterra della Valtenesi alla scoperta di Soiano del Lago

“Porta del sole”, la bella traduzione di “Solis ianua”, una delle probabili origini del nome Soiano, basta da sola a definire le caratteristiche di questo piccolo borgo nell’entroterra della Valtenesi ricco di vigne ed ulivi immersi nel verde delle colline moreniche.

Piazza di Soiano nel passato

La storia di Soiano del Lago ha origini antiche, si pensa risalga all’età del Bronzo, proprio per i ritrovamenti di alcuni villaggi palafitticoli. Secondo alcuni studiosi la città era una delle zone più importanti del lago al tempo dei romani perché era il luogo dove si fermavano a riposare i commercianti, per poi dirigersi a Verona; proprio per questo venne pure costruito un tempio dedicato a Giove. La città venne poi saccheggiata e distrutta dai barbari. Durante il Medioevo il paese divenne possedimento del Vescovo di Verona, poi nel 1330 di Mastino della Scala e poi da Giovanni di Boemia.  Nel XIV i francescani costruirono il convento di San Rocco lungo la strada che unisce Soiano a Padenghe.

Mura del Castello.JPG

Attrazioni da visitare assolutamente a Soiano del lago sono:

  1. il Castello di Soiano del Lago: sede durante il periodo estivo di manifestazioni ed eventi.  Posto su un’altura, a 198 metri di altezza, Soiano conserva il castello risalente al X secolo, eretto su rovine romane, dalla cui torre la vista domina il paesaggio circostante con splendido panorama sul lago di Garda.
  2. La parrocchiale, costruita fra il cinque e seicento e dedicata a San Michele, all’interno della quale si possono ammirare tele del Celesti e del Bertanza nonché un magnifico organo barocco, opera di Antonio Franchino Montechiaro, ricco di intagli in legno dorato con cascate di frutta e fiori.

Nella frazione di Chizzoline è da vedere la chiesa seicentesca dedicata a San Carlo e costruita nel 1610 in onore di San Carlo Borromeo che avrebbe sostato in questi luoghi.  I frati di San Rocco ne presero l’affidamento quando Venezia decise di distruggere il loro convento e la chiesa adiacente perché non aveva possedimenti che garantissero il mantenimento di almeno 12 religiosi. Al suo interno possiamo ammirare lo stupendo lavoro di pittura fatto dal Bertanza.